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L ibri in italiano e in francese illustrati in bianco e nero o a colori. Storie destinate ai piccoli sognatori, come agli adulti che hanno conservato preziosamente un cuore bambino.



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Educazione artistica

Alessandra attraverso Alessandra


F in dalla più tenera età, e ancor più lontano, risalendo nei miei ricordi, disegno e dipingo. Ovunque:sui muri, sulle lenzuola, sui materassi, per terra, sulla carta. Ben prima di leggere, esploro i territori che mi sono cari, come la natura e i volti. I miei quadri attuali hanno conservato il sapore dell’infanzia.

Quando il maestro Pippo Pozzi mi accetta nel suo atelier, i miei genitori non contrastano la mia vocazione, non rinuncio, tuttavia, al mio diploma d’insegnante, a proseguire gli studi in didattica e pedagogia e poi quelli in Lettere e Filosofia. Frequento l’atelier con entusiasmo.

Sono anni esaltanti. Si tratta di un atelier all’antica, di una bottega rinascimentale, artigianale e letterata frequentata dagli artisti più famosi, in cui si praticano l’incisione, la pittura e la ceramica. Poter studiare e apprendere in un ambiente tale, è un privilegio per il quale non sarò mai sufficientemente grata.

Negli anni 90’, quando il mio maestro Pippo Pozzi decide di presentarmi a Venezia, mi ammalo, vinta dai vapori chimici inalati quotidianamente nel suo atelier. Costretta a vivere prendendo grandi precauzioni, abbandono temporaneamente la pittura.


P ubblico diversi libri che illustro in bianco e nero. I protagonisti appartengono alla flora e alla fauna. Disegno gioielli, abiti, personaggi, scenografie e adatto alcuni dei miei testi al teatro.

Nel 2014 mi trasferico nel sud della Francia, accanto al mare, le mie allergie si attenuano. Finalmente liberata, ricomincio a dipingere, reintroduco il colore. Utilizzo gli acrilici con le mani e i piedi, forgio i miei propri utensili, invento strumenti... è un periodo intenso.

Dipingo i quadri destinati a un libro d’artista « Le Poème de Vera » le esposizioni e le dediche che ne seguono dimostrano l’interesse per quest’opera.

Nel 2017 è ancora il colore a spingermi a preparare l’esposizione «Come un volo di farfalle». Ciò che amo sopra ogni casa è il figurativo, nel disegno come in pittura, non obbedisco che ad un imperativo: il mio bisogno di poesia, ciò che conta è che il mio pennello viva sulla tela, trasformato dal pensiero.


N el 2017 realizzo il ciclo intitolato «I volti della luce». Figurativo e poetico.

I miei quadri sono esposti a Parigi, alla Galleria Thuillier e al Grand Palais, a Tokio, Monaco, La Rochelle, Toulouse e Barcellona.

Nelle mie opere affronto di volta in volta il sogno o l’emozione. Non termino mai di esplorare questi volti di donne, di uomini, di animali e di dipingere le emozioni concentrate nei loro occhi. Bisogna pure strapparne i segreti!

Osservatrice e conoscitrice dell’animo umano, dipingo i miei personaggi con tratti risoluti e essenziali, per metterne in valore gli aspetti più intimi. Scelgo una tecnica che riposa sulla semplicità, ricorro al disegno, al pennarello a punta fine e alla pittura acrilica.

Eliminando il superfluo e conservando la quintessenza, ricerco una verità che intendo esaltare con dei colori luminosi e qualche ombra.


N on voglio un’arte ridotta alla decorazione o alla comunicazione che rifiuta d’essere all’ascolto delle realtà sensibili. Desidero un’arte che resiste alle imposture e ai simulacri, che s’investe sfuggendo all’impazienza dei limiti.

Nell’era del divertimento e della frammentazione sociale, in questo mondo piuttosto disincarnato in cui ci fanno difetto l’autenticità degli esseri e la potenza dell’agire, vedo la pratica della pittura come un modo di ricreare un senso nei rapporti con i nostri simili, con la natura e con il mondo.

Con questo spirito nel 2018 inizio un ciclo pittorico sugli animali, cercando di suscitare un’emozione nell’uomo capace di farlo reagire sulla condizione animale. È la pittura che deve parlare e creare il sentimento, aprire una coscienza con la semplice evocazione di una gocciolina di sangue o l’espressione di un volto.


L ’estate 2019 mi ha proposto altri soggetti nel prolungamento di un’attualità bruciante, qui e ovunque, suscitando la sorpresa e l’emozione; la violenza contro le donne, i bambini e gli animali è stata una fonte d’ispirazione nuova per una serie intitolata: «Paure».

Nel gennaio 2020, raggiungo il movimento ArAnimA che raggruppa artisti internazionali impegnati a favore della biodiversità. Essere membro di questo movimento è un onore che dona una forma concreta alla mia dedizione.

Ricorro all’arte che, senza divenire un manifesto della società, è più che un semplice testimone dei tumulti del mondo. L’arte è capace, rappresentando il reale, di scongelare gli animi, di depredare gli spiriti e i cuori dai protocolli che li imprigionano, di liberare le emozioni, interrogare il mondo, decentrare lo sguardo per far sentire agli uomini le armonie segrete dell’universo.